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NON SIAMO E NON SAREMO MAI “SUPERDONNE”… PER FORTUNA!

Vi siete mai chieste come fanno le superdonne a fare tutto così bene? Ah io non me lo chiedo più!

Perchè non lo fanno per niente. Stanno mentendo, care amiche mie!
(… lo fanno anche usando Photoshop per camuffare le borse sotto ai loro occhi insieme all’enorme squadra di professionisti che le aiuta a fare tutto, portando la spesa e rispondendo al telefono!)

Fidati di me tesoro: è ora che togliamo i brillantini accecanti da questo ideale assolutamente impossibile!

Diciamoci la verità, siamo qui per questo.
L’ abbiamo presente tutte (e praticamente la odiamo).
È la mamma lavoratrice superpower che non manca un giorno di mandare i suoi bambini silenziosi, educati e perfettamente in ordine a scuola, con il sacchetto della merenda pieno di dolcetti senza glutine, sanissimi e col succo di carota spremuto a mano, dopo aver lavorato a maglia i cappelli per i senzatetto, qualificandosi per la sua decima maratona e padroneggiando l’arte di applicare il self-tanner senza creare strisce.

Lei è perfetta.

Non c’è pericolo che io venga tristemente scambiata per una di queste fastidiose supereroine: sono molto famosa per non aver paura a mostrarmi anche nelle debolezze, per riderne e per combattere le piccole o grandi battaglie quotidiane, anche in mollettone di plastica ciabatte!!! Se non ci credete vi faccio vedere la mia cellulite come prova!
Permettetemi di essere la prima a dire che non sono la migliore mamma in attesa del mondo, nè probabilmente lo sarò quando avrò dato alal luce la mia creatura, che cadrò, che avrò paura, che ci saranno giorni in cui il ciuccio andrà benissimo per farmi stare un attimo tranquilla. Non sono sempre brava nell’organizzarmi, anzi, spesso mi faccio prendere dall’ansia per aver “ammucchiato” tutto all’ultimo minuto. Ho scelto un lavoro di quelli “non sicuri”, quelli che non sai come chiamare, che ogni giorno è diverso, che non hai lo stipendio lo stesso giorno del mese e che spesso mi fa guardare male dalla gente, che non mi prendono sul serio, ma che mi rende felice quasi sempre, e dico quasi perchè sì, ci sono giorni in cui sento il cuore in gola. Non sono nemmeno una compagna perfetta, ci sono giorni in cui anche io rispondo a quel “che c’è?” con il maledetto “niente”, pretendendo che lui sappia. Cono disordinata, sbadata, sensibile e autoritaria. No uso piastra e phon ogni giorno: sono più quelli in cui mi vedi con i capelli bagnati o spettinati o legati sulla testa con un cipollone che spaventerebbe un guardiano della prigione! Mi scaldo in fretta, litigo e poi me ne dispiaccio.
Inevitabilmente in questi momenti (che sono solo alcuni), mi sento la donna peggiore del pianeta, ma per la milionesima volta, se è necessario, mi ripeto che sto facendo il meglio che posso!

Sai che c’è?
Ogni tanto siediti, tira su le gambe sul tavolo e dillo un “vaffanculo”. Liberatorio. A ciò che non va. A ciò che sempre bene non può andare. Ai giorni no. Alla crisi premestruale.
perchè non siamo personaggi dei cartoni animati, nè dei fumetti. Siamo super sì, ma non superdonna: siamo SuperEleonora, SuperLaura, SuperMaria, ecc… ognuna siamo il meglio di noi, il meglio che riusciamo e che possiamo in quel momento.

Ho assistito personalmente ad alcuni dei pericoli che comporta il volerci a tutti i costi in questo livello impossibile. Uno di questi è l’imporsi quella mentalità “a tutto gas o niente”. Guadagnare più di tutte le altre. Il marito migliore su cui riversare attenzioni e prestazioni sessuali da film. Figli che giocano in un giardino senza neanche un foglia caduta, chiacchierando in lingua inglese. Cibo sano e preparazioni gourmet…, se non fai tutto questo, non sei all’altezza di una superdonna!
La conseguenza di questo pensiero è che tutte noi ce ne andremmo in giro sentendoci in colpa tutto il tempo! Colpevoli per non essere state in quel giardino coi figli, colpevoli perchè invece dei pizzi a letto ci andiamo con i calzettini, colpevoli per quella mail a cui non abbiamo dato risposta al lavoro, colpevoli perchè le nostre cosce non sono proprio quello che si può definire marmo.

So cosa stai pensando: eh, tu parli così perchè riesci a fare tutto! Questo è ciò che diciamo sempre alla persona che ha il coraggio di parlare.
Io sono solo una super Eleonora. Che fa mille errori, ma che va bene così. Andrà meglio, perchè io sto già facendo del mio meglio.
E poi… vaffanculo! Eccolo. Senti che bene.

Non sto cercando di essere l’esempio per nessuno. Sto solo cercando di essere un’amica e di tenderti una mano.
Perchè sei perfetta come sei, devi solo volerti più bene!
E poi sto dicendo un’altra cosa: alle superdonne, ai superuomini e agli aspiranti di tutto il mondo… Datevi una calmata e godetevi la vita.
Perché quando cerchiamo costantemente di apparire favolosi, ambendo al piano più alto del più alto edificio, troppo spesso voliamo oltre la gioia che è proprio di fronte a noi, per terra: l’amore dei nostri cari, i piaceri semplici di oggi e la gioia della vita disordinata e imperfetta che abbiamo già.

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