come si fa perfetto storytelling
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I 5 SEGRETI DELLO STORYTELLING CHE GLI AUTORI DIMENTICANO CONTINUAMENTE

Lo sapete, una delle attività lavorative che svolgo è quella della correzione di testi (principalmente testi per il web e relazioni) finalizzati alla vendita, quindi si tratta di una scrittura commerciale, in ottica SEO oppure nel caso delle relazioni, come la chiamo io,… entusiasmante!
Questa tipologia di scrittura,determinante per l’utilizzo che ne dovrebbe essere fatto, in realtà viene usata male. Ma proprio male, e di conseguenza anche recepita come “senza scrupoli”, cioè come un mezzo per abbindolare. Dimenticando l’etica, prima di tutto, e dimenticando anche com’è un testo scritto bene, veramente bene.

 In questi giorni sto avendo sempre più difficoltà ad emozionarmi per le storie che mi vengono mandate. Non credo di essere particolarmente piena di aspettative (mi arriva di tutto, che ormai ho rinunciato a trovare il graal degli scrittori!) e non è neanche perchè non amo più leggere storie o ne ho lette talmente tanto che le storie mi hanno stufata, ma proprio per l’esatto contrario: perché  le amo davvero, e perché è sempre più difficile trovare quelle veramente grandiose che utilizzano tutti i “segreti” della buona narrazione (non lo imputo neanche al mio segno dei gemelli, che mi vorrebbe una che si annoia in fretta: è verissimo, ma è proprio pe rquesto che vivo tra le storie, lette e scritte. Per cambiare vita in ognuna!).

Per “grandi storie” intendo storie che sono messe insieme con intelligenza, comprensione, passione e una visione, in modo che noi, come spettatori e lettori, abbiamo l’opportunità di reagire a personaggi e trame, che ci coinvolgano emotivamente e  che ci stimolino intellettualmente .
…posso contare sulle dita di una mano quelle che mi hanno dato quell’esperienza emotiva “di storia scritta bene” nell’ultimo periodo.

Parte del motivo di ciò è una mentalità aziendale che punta tutte le proprie scommesse sulla vendita, invece di lanciarsi sulla narrativa di valore, quella che lascia il segno, polposa e coinvolgente. Questo, a sua volta, crea un circolo vizioso in cui i nuovi autori credono che questo sia “il modo di fare” e istintivamente imitano questi schemi.
Gran parte del problema è semplicemente la mancanza di visione in coloro che raccontano le storie.

La buona notizia è che, come autori, abbiamo l’opportunità (e la responsabilità) di imparare da questi errori palesemente visibili e di usarli per creare storie migliori nei prossimi cinque giorni, cinque mesi, cinque anni e oltre.

Il motivo per cui scrivo è la mia passione: non potrei farne a meno. 

Il motivo per cui continuo a perfezionarmi, a studiare,  a leggere, partecipare a seminari e seguire corsi, è che quello che io scrivo, quello che tutti noi possiamo scrivere, è potenzialmente immortale: non si può non averne cura.

Quindi, per favore, non siate grossolani, quando scrivete: ecco i 5 segreti per una buona narrazione!

O se vi piace di più in inglese: per un perfetto storytelling!

Quali sono i  principi di buona narrazione? Per “principi” intendo punti fermi della narrazione, di base, che risultano veri in  ogni storia. Se vuoi scrivere un’ottima storia (che sia un buon libro, una buona sceneggiatura, una buona descrizione, un buon testo commerciale, ecc…) questi principi non sono un’opzione.

Ce ne sono altri ovviamente, oltre a questi cinque, ma questi sono probabilmente i più elementari, e quindi i più importanti. Sfortunatamente sono anche i cinque principi che vedo trascurati di più…

Tuttavia, non userò esempi diretti da testi, libri o film, principalmente perché non voglio discutere ogni punto con i lettori o gli spettatori che sono stati in grado di superare i problemi tecnici e godersi i prodotti che ne sono risultati, indipendentemente dagli errori formali.
Alla fine della fiera, il divertimento di spettatori/lettori supera ogni altro argomento logico. Se ti sono piaciute le storie a cui io sto pensando, sono felice per te.
Vorrei averlo fatto anche io, perchè non sto certo cercando di privarmi del divertimento.
…ma posso assicurarti che se le storie a cui penso avessero seguito alcuni piccoli accorgimenti, sarebbero state mitiche!

Quello che voglio fare però, è incoraggiarti e darti delle indicazioni affinchè anche tu possa (e devi farlo!!!)  scrivere storie migliori di così.

Puoi farlo iniziando da questi cinque importanti segreti -per niente segreti- di una buona narrazione.

1. Ogni pezzo deve contribuire alla trama

La storia è un’unica unità.
Per essere un’unità, deve essere coerente. Questo è imprescindibile, ovviamente, a livello di trama e struttura. 

Ogni pezzo, ogni scena, deve collegarsi agli altri, come un domino, per creare una catena unica di causa ed effetto . Qualsiasi scena o vicenda “estranea” sarà, come minimo, un ostacolo per i tuoi lettori  nel viaggio attraverso la tua storia.

Questo vale prima e più della creazione delle scene e delle strutture: capire quali c’entrano e quali no. 

Quando qualcuno ti dice “tutto conta” in una storia, non è vero.
Nel senso: tutto conta quando osservi, tutto conta per nutrire la tua fantasia, per costruire il tuo immaginario… ma non per andare concretamente a costruire la storia. 

Posso farti un esempio applicandolo ai personaggi

I personaggi sono quelli che conducono la tua trama, sono la rappresentazione simbolica e archetipica del tuo tema.
Nel mio romanzo, ad esempio, Elena è la rappresentazione della vittima dell’amore malato, quella che subisce il comportamento tossico della persona al suo fianco. E’ l’ archetipo di una precisa tipologia di persona  e di tutta quella tipologia di amore malato, che parte apparentemente come sano, diventando poi una prigione.

La figura del padre, il nome che ho scelto (Ulisse), è il simbolo di tutta la sicurezza che manca, dell’abbandono, della cicatrice e della continua attesa.

Di conseguenza, in quest’ottica, ogni personaggio deve essere importante. Determinante, oserei dire.
Non puoi semplicemente immaginare un personaggio interessante, inserirlo nella storia per alcune scene, quindi non scriverne più o… ucciderlo!

Tipo, che ne so, il bravo ragazzo che ti aiuta a cambiare la ruota dell’auto e che poi esce per sempre dalla tua vita: bella persona ok, ma per la storia… chissenefrega?
Il suo contributo non lascia un’impronta nè utile nè duratura e il suo ruolo avrebbe potuto essere interpretato altrettanto facilmente da qualsiasi altro milione di sconosciuti di passaggio.

Controlla:

La struttura stessa ti offre un modo semplice per determinare se hai aggiunto un elemento alla trama utile o un estraneo.
Il momento decisivo nella struttura di qualsiasi storia è il Momento Culmine, quello che pone definitivamente fine al conflitto.

In “Piombo e altre cose molli” è il momento che si conclude con lo strusciare della bracca e della gatta, mentre Elena sta per fare qualcosa di davvero atroce. 

Tutto, durante il racconto, si accumula per questo, per arrivare qui. Se riesci a eliminare un personaggio, una scena o un dispositivo grafico (se si tratta di sceneggiatura) e arrivare comunque al tuo Momento Culmine senza problemi, allora non hai bisogno di quel personaggio, scena o dispositivo grafico.
Per quanto bello possa sembrare o per quanto divertente possa essere per te scriverne, per la tua storia è un peso morto!

2. La trama deve contribuire al tema

Scrivere una trama coerente è un passo importante verso la scrittura di una storia valida e coinvolgente.

Ma molte storie divertenti sulla “situazione” non vanno mai oltre.
La mia provocazione è: se puoi  (perchè puoi e, soprattutto devi!) andare oltre, se riesci a portare la tua storia ad un altro livello, ovviamente superiore, allora perché non dovresti farlo?

È qui che entra in gioco il tema.
Le storie davvero fantastiche non sono solo divertenti o coinvolgenti; sono veri viaggi emotivi che lasciano i loro spettatori/lettori cambiati in qualche modo, indipendentemente che questi cambiamenti siano grandi o piccoli. Per raggiungere questo obiettivo, la trama deve essere progettata per contribuire organicamente e integralmente a un tema.

Il tema del mio romanzo è la violenza di genere. Tutto è teso, nel racconto, ad essere soffocante come solo la subdola violenza può essere.

Di questi tempi, tuttavia, il tema è il “bambino problematico” del mondo della narrazione . Tutti cercano di essere gentili, ma poiché nessuno sa veramente come comportarsi con lui, per lo più finisce semplicemente seduto nell’angolo a giocare da solo.

In un certo senso sembrerebbe, e sottolineo sembrerebbe, in sincronia con il resto della grande chiassosa famiglia, ma in realtà tutti i loro tentativi di accettarlo e coinvolgerlo sono solo… imbarazzanti.

Proprio come il tuo Momento Culmine dovrebbe essere la luce alla fine del tunnel che guida ogni tua decisione rispetto a quali elementi della trama includere, il tema dovrebbe essere il faro che guida la trama stessa verso una destinazione significativa e di grande risonanza.

Di solito, la trama è considerata di primaria importanza in una storia, e, poiché i narratori non hanno idea di come costruire quella trama alla luce di un  tema pertinente, finiscono, nella migliore delle ipotesi, con un racconto raffazzonato che non riesce a offrire alcuna riflessione importante sulle vicende dei personaggi e, di conseguenza, nella vita degli spettatori / lettori.

Questo diventa ancora più complesso quando la tua storia (ripeto: che sia un libro o la sceneggiatura di un film) includa le vicende di più personaggi e si componga di diverse trame: in questo caso è ancora più importante  che si intreccino tra loro per raggiungere un finale tematico coerente e significativo.

Controlla:

Cosa sta cercando di dire con la tua storia?

E, fidati di me: ogni storia dice qualcosa. Non esiste mai una cosa come “è solo una storia”. 

La vera domanda che ti devi porre è come riuscirai a scavare nel cuore dei tuoi personaggi, se sarai abbastanza coraggioso e disciplinato da capire cosa stai veramente cercando di dire , e come fare ordine nel percorso, spesso disordinato e difficile della creazione di personaggi e di una trama che siano a servizio del tema, piuttosto che il contrario.

3. La vicenda non può avvenire solo per far… succedere la vicenda.

I narratori notoriamente vengono distrutti dalle luci della ribalta.

Siamo tutti registi ed è facile cadere nell’errore del “quando avrò successo e sarò famoso”. Stiamo tutti pensando alle interviste in abito da sera. Spegni immediatamente quelle luci. 

Se avessi scritto “Piombo e altre cose molli” sotto quest’ottica, avrei perso di vista il tema, la cosa che mi era più cara e avrei “sacrificato” la mia storia, che invece ha (almeno per me!) un senso ed un significato ben oltre il libro stesso.

Non solo vogliamo che le nostre storie belle, che siano il più interessanti  e trascinanti possibile per i nostri lettori, ma dovremmo essere entusiasti, soprattutto, di lasciare un segno negli altri, farli riflettere, ridere, piangere, shockare, ecc…

Quindi fai attenzione!
Il bello è seducente e scrivere una storia bella può trascinarti facilmente in un calderone pieno zeppo di  cose… ma cose che non contano. E senza significato!

Controlla:

Perché stai aggiungendo quel nuovo personaggio così spigoloso? Perché i tuoi personaggi hanno viaggiato verso quella città? Perché hai voluto aggiungere quella piccola sottotrama divertente nonostante la tua storia sia drammatica?
Se la tua risposta principale a queste domande è “Perché … è bello!” , fermo lì e dai una seconda occhiata.

Non c’è motivo per cui tu non possa includere tutte quelle cose interessanti che ti passano per la mente, ma prima devi fare in modo che la storia possa accoglierle.
Devono essere così ben integrate nella trama che se le stralciassi, il significato intero della tua storia andrebbe perso. Ancora meglio: deve risuonare a livello tematico. Deve offrire più di “qualcosa di fresco”: deve porre domande o fornire risposte.

Non c’è niente che amo di più di libri o film lunghi e complessi… quando funzionano.
Quando tutta quella complessità si unisce perfettamente in un intreccio di trama ed ordito in cui tutto è magico… quello è il potere delle parole. Quello è il motivo per cui amo le storie.
Ma non c’è nulla, al contrario, che odio di più di quei libri o film lunghi e disordinati  che non riesco a capire dove vogliano andare a parare, che mi fanno chiedere “e questo che c’entra?” o che addirittura mi fanno abbandonare la storia (…e l’autore!).
E questo, purtroppo, non cambia nemmeno se i pezzi in sè sono validissimi, anche più della storia stessa: se non c’entrano, non la potranno salvare in ogni caso .

4. I personaggi devono cambiare

Ok,  lo ammetto mi sto soffermando molto sulla questione del significato.
Le storie devono avere un  significato.
Ma a volte, questa, sembra un’ indicazione piuttosto vaga.
Gli autori sono così immersi nelle loro stesse storie che spesso risulta loro difficile capire come trovare un significato oggettivo.
Dopotutto, “il fatto stesso che stiamo scrivendo questa storia significa che è già così tanto significativo”… per  noi!

Il modo più semplice per determinare se la tua storia nel suo insieme ha un significato, o se qualche elemento particolare della tua storia contribuisce a quel significato, è cercare il percorso di  cambiamento all’interno della tua storia.

Gli eventi che contano, che sono determinanti, creano un cambiamento , sia nel tuo protagonista che nel mondo che lo circonda. Molte  cose possono accadere in una storia, ma se non influiscono comportando cambiamenti importanti e duraturi, sono solo un’accozzaglia di fatti.

Controlla:

Confronta l’inizio e la fine della tua storia. Cosa c’è di diverso? Quali delle convinzioni dei tuoi personaggi sul mondo attorno a loro sono cambiate? In che modo ciò ha creato dei cambiamenti nelle loro azioni? In che modo le loro azioni  hanno creato cambiamenti nel mondo che li circonda? Sono cambiati fisicamente? E’ cambiato fisicamente il mondo che li circonda?

Nel rispondere a queste domande, guarda oltre il  trambusto di superficie. Forse i tuoi personaggi hanno combattuto una battaglia epica e alcuni di loro sono morti. A prima vista, sembra un cambiamento. Ma a meno che quella battaglia non abbia cambiato gli obiettivi dei tuoi personaggi o i loro legami, nulla è cambiato in realtà.

Questa è spesso una sfida particolare nelle serie tv, poiché gli autori devono trovare un modo per portare il protagonista e l’antagonista in un incontro culminante in ogni storia (cioè in ogni puntata) senza realmente porre fine al conflitto fino alla puntata finale.

5. Causa ed effetto perchè siano realistici devono derivare dalla motivazione del personaggio

Soprattutto in una storia che racconti concentrandoti solo sulla trama, può essere facile rimanere intrappolati nell’azione al punto da non riuscire a creare ragioni significative,  per quelle azioni, basate sul personaggio.
Non puoi avere una trama solida senza solide motivazioni del personaggio; semplicemente non funziona.

I personaggi non possono essere in guerra solo perché… le guerre sono drammatiche e interessanti. I personaggi non possono gettarsi in modo sconsiderato nel conflitto solo perché gli eroi spericolati piacciono.
I personaggi non possono innamorarsi solo perché sono entrambi adorabili, quindi perché come potrebbero non innamorarsi?
Più i tuoi personaggi sono profondi o  abili o cattivi o depressi o qualsiasi altra caratteristica appartenga loro, tanto più  questo diventa importante per dare un senso alle azioni.

Controlla:

Se il tuo Momento Culmine è la luce guida alla fine della storia, le motivazioni dei tuoi personaggi sono il catalizzatore che li manda alla ricerca di quella luce.
Queste motivazioni devono essere verificate e ricontrollate in ogni scena che scrivi.

È il principale lavoro (e probabilmente l’unico ) dell’autore servire la storia. Ciò inizia e finisce con l’elaborazione di motivazioni significative  che muovano i personaggi e poi aderendo ad esse con onestà e convinzione, passo dopo passo.

Una buona narrazione dovrebbe essere difficile, non perché sia ​​impossibile,  ma perché è un’abilità di un certo livello.

Un’attività che richiede comprensione, attenzione, un pensiero drasticamente chiaro e disciplina assoluta quando si tratta di scegliere gli elementi utili, respingendo quelli che invece sarebbero solo dei pesi .

Quando questo ti sembra difficile pensa questo.

Sai di essere un bravo scrittore.
I narratori come te hanno la capacità di elevarsi al di sopra della mediocrità, far parte del vasto mondo della narrazione e scrivere il tipo di storie che salveranno il mondo.
Sei la nostra speranza!

…la mia di sicuro!

Un bacio!

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